Il territorio
Tre denominazioni, cinque sottozone e un vitigno protagonista: il Nebbiolo, almeno al 90%, qui Chiavennasca. Ma non esiste un solo Valtellina Superiore.
Le sue vigne stanno sul versante retico, esposto a sud, su terrazze: in Valtellina il disciplinare conta oltre 2.500 km di muri a secco.
Le sottozone valgono solo per il Superiore: il nome va in etichetta solo se tutte le uve vengono da lì. Non esistono MGA (menzioni geografiche aggiuntive): nei box trovi i comuni; il confine legale lo tracciano strade, contrade e torrenti.
A settembre 2026 il Consorzio ha proposto quattro nuove sottozone: per la stampa è all'esame a Roma, non è ancora una regola. Partiamo da ovest.
Maroggia
La più a ovest, dal 2002
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DoveBerbenno di Valtellina
La sottozona più a ovest, nella parte occidentale del comune di Berbenno, al confine con Buglio in Monte. Tutta terrazzata, con molte vigne di oltre 40 anni e località come Garbisc, Cecca, Al Dosso.
È anche la più recente: sottozona a sé dal 2002. Nelle rassegne della critica compare quasi solo nell'elenco delle cinque.
Sul bicchiere la critica tace, e lo diciamo: per ora parlano le pendenze e l'età delle vigne.
In una rigaUna sottozona ancora tutta da assaggiare.
Sassella
La fine e rocciosa
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DoveCastione Andevenno · Sondrio
Produttori citatiAr.Pe.Pe. · Mamete Prevostini
Tra Castione Andevenno e la periferia ovest di Sondrio, divisa in due dalla frazione di Triasso. Prende il nome dal santuario della Madonna di Sassella. Suolo roccioso, con pochissima terra.
Per Arturo Pelizzatti Perego, di Ar.Pe.Pe., era la migliore delle sottozone; Stephen Brook, che lo cita su Decanter, avverte che le opinioni variano. Altro nome di riferimento: Mamete Prevostini.
Qui la critica concorda: tannini fini e levigati. Per Kerin O'Keefe vini austeri e longevi.
In una rigaPoca terra, molta roccia, tannini fini.
Grumello
Sotto il castello
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DoveSondrio
Produttori citatiNino Negri · Dirupi · Ar.Pe.Pe. · Aldo Rainoldi
Le vigne salgono da Sondrio verso nord, sotto Castel Grumello: costruito tra Duecento e Trecento, oggi del FAI. Grumo, nei toponimi lombardi, vuol dire poggio.
Nella classifica Falstaff «Best of Valtellina 2026» i primi due vini sono due Grumello Riserva, di Ar.Pe.Pe. e Dirupi. Altri nomi citati dalla critica: Nino Negri e Aldo Rainoldi.
Nel bicchiere non c'è una voce sola: per Aldo Fiordelli spesso le versioni più potenti, ricche e robuste; per Brook un singolo Grumello 1991, recensito nel 2003, che ricordava il Pinot Noir.
In una rigaDa assaggiare, giovane e con qualche anno.
Inferno
La calda e celebrata
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DovePoggiridenti
Produttori citatiAldo Rainoldi
Comincia appena lasciati Grumello e Sondrio, con il cuore in pieno sud. Dentro ci sono un'area chiamata Paradiso e una chiamata Calvario. Il nome? Si racconta che venga dall'asprezza dei terrazzi.
Con la Sassella ha le somme termiche più alte, cioè più calore in stagione (dati del Consorzio): per Kerin O'Keefe è la più calda. Jancis Robinson si è detta colpita da due Inferno, tra cui quello di Aldo Rainoldi.
Per Fiordelli spesso potenti e ricchi; Falstaff, in un Inferno 2022 di Ar.Pe.Pe., trova uva sultanina, ciliegia e prugna e un finale lungo e succoso.
In una rigaIl nome più severo, tra le vigne più calde.
Valgella
La vasta e orientale
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DoveDa Chiuro verso est (contrade Fracia e Quigna)
Produttori citatiAz. Agr. Fay
L'ultima a est: comincia appena superato Chiuro, dalla zona Fracia alla zona Quigna. Per il Consorzio ha meno pioggia, terreni più profondi e un nome da valgel, i piccoli torrenti in dialetto.
Il nome di riferimento è Fay: già nel 2003 Brook, su Decanter, definiva «eccellente» il suo «Ca' Morei». Falstaff 2026 dà 94–95 punti a più Valgella, tra cui Nino Negri «Vigna Fracia».
Sul bicchiere la critica parla poco: per Fiordelli il Valgella spesso si fa notare per l'eleganza.
In una rigaLa più grande delle cinque, ancora da raccontare.
L'etichetta
Rosso di Valtellina DOC: Nebbiolo almeno al 90%, come in tutte e tre, resa fino a 10 t/ha e 6 mesi di affinamento minimo. Vietate le parole «superiore» e «riserva».
Valtellina Superiore DOCG: vigne tra 300 e 700 m, resa fino a 8 t/ha, 24 mesi di invecchiamento, di cui almeno 12 in legno. Con la sottozona, uve tutte da lì e più mature (almeno 11,5% di alcol potenziale, contro 11%); Riserva, almeno 3 anni.
Sforzato o Sfursat è una DOCG a sé: un rosso secco da uve appassite fino ad almeno 14% di alcol potenziale, poi 20 mesi di invecchiamento.
Stagafassli: Valtellina Superiore imbottigliato in Svizzera. In etichetta niente sottozona né Riserva.