StoriaBarolo

L'ultimo dei Mohicani

Bartolo Mascarello: quando guardare al passato vuol dire anticipare il futuro

7 min di lettura23 fonti

In breve

Fondazione della cantina
1919, da Giulio Mascarello, di ritorno dalla Prima guerra mondiale5
Superficie
5 ettari6
Vigneti
Cannubi, San Lorenzo, Rué (Barolo); Rocche dell’Annunziata (La Morra)6
Affinamento
botti grandi di rovere di Slavonia, alcune di castagno8
Elezioni comunali di Barolo
1967, PSIUP primo partito, davanti alla DC7
Tutti i dati (13)
Wine Spectator, Barolo 1989
76 punti11
Parker, Barolo 1989 riassaggiato
96 punti11
Etichette dipinte a mano
una bottiglia ogni sei2
«No barrique, no Berlusconi»
annate dal 1996 al 2000; foto con persiana dall'annata 199820
Sequestro
maggio 2001, enoteca Il Piacere del Gusto, Alba; due camion e sei carabinieri13
Asta Finarte
25 marzo 2021: magnum 1997 con etichetta originale a 2.160 €, 2,7 volte la base14
Wine Spectator Top 100 2015
Barolo 2010 al 50° posto, 97 punti22
Wine Advocate, Barolo 2016
100 punti (Monica Larner, luglio 2020)19
Capitoli
  1. I. Il tradizionalista progressista
  2. II. La controversia
  3. III. L’eredità
  4. Fonti

Nel 1989 il Barolo di Bartolo Mascarello prese 76 punti su Wine Spectator. Un voto che di solito si dà ai vini con difetti tecnici. Anni dopo Robert Parker, riassaggiando la stessa annata, gli dava 96.11

Questa è la storia di un bastian contrario delle Langhe — di chi rifiutò la barrique, il telefono, il singolo vigneto, il consenso e la modernità. E mentre lui non cambiò nulla per trent'anni, intorno a lui cambiava tutto.

I. Il tradizionalista progressista

Anni Novanta. Robert Parker decide il gusto del mondo. La sua rivista, Wine Advocate, sposta mercati interi con un punteggio. Il vino che premia è scuro, concentrato, addomesticato dal rovere francese nuovo. La barrique — piccola botte da 225 litri — diventa la lingua franca dell’enologia di prestigio.

La barrique entra dove non è mai stata. Anche in Langa. Un gruppo di giovani produttori — i Barolo Boys — riscrive il Barolo con quel vocabolario. Macerazioni brevi, tini di acciaio, barrique nuove. Elio Altare, Roberto Voerzio, Luciano Sandrone.1 Il mercato risponde. I punteggi salgono. I prezzi seguono.

A Barolo, in via Roma, in una cantina senza insegna e senza telefono, un signore con il bonet sempre in testa continua a fare il vino come ha imparato da suo padre. La barrique, dice, trasforma il Barolo in “un clown con le guance imbellettate”.3

Si chiama Bartolo Mascarello.

Il padre Giulio aveva fondato la cantina nel 1919, di ritorno dalla Prima guerra mondiale.5 Il nonno Bartolomeo era stato cantiniere — e poi presidente — della Cantina Sociale di Barolo, prima della chiusura.6

Da bambino lo portava al mercato delle uve di Alba. Dove un’ora di apprendistato vale come un mese di scuola.7

La cantina è di cinque ettari. Quattro vigneti: Cannubi, San Lorenzo e Rué a Barolo, Rocche dell’Annunziata a La Morra.6 Tutto qui.

Il metodo è quello di tre generazioni. Fermentazioni con lieviti indigeni in vasche di cemento. Macerazioni lunghe. Cappello sommerso, non rimontaggio. Affinamento in botti grandi di rovere di Slavina, alcune di trent'anni, alcune ancora di castagno.8

Il Nebbiolo dei quattro vigneti viene assemblato in un’unica vinificazione — niente cru, niente single vineyard. “Nessun vigneto da solo è eccezionale ogni anno” — spiegava. “Per avere aroma, complessità ed equilibrio bisogna averne diversi.”9

E niente barrique. Mai.

Perché “piace tanto a francesi e americani, ma ammorbidisce e omologa gusti, aromi, pregi e difetti. Toglie forza al vino. Gli toglie personalità.”4

Mentre i Barolo Boys raccolgono i primi grandi punteggi internazionali, Wine Spectator assegna al Barolo 1989 di Bartolo Mascarello settantasei punti su cento.11 È un punteggio da vino difettoso. Passeranno anni prima che la critica riveda le sue posizioni sui vini dei tradizionalisti.

Il padre era socialista libertario. Partigiano da subito. Primo sindaco di Barolo dopo la Liberazione.7 Bartolo era stato partigiano adolescente sulle colline delle Langhe. Nel 1967, l’unica volta in vita sua che si era candidato — col PSIUP — a Barolo il suo partito aveva superato la Democrazia Cristiana. Caso unico in Italia.7 Si autodefiniva così:

“Tradizionalista nel vino e progressista in politica.”20

Lo studio al pianterreno della cantina era un secondo soggiorno per la sinistra culturale italiana. Annate de Il Caffè, risme di Quaderni Piacentini, Togliatti, Longo, Marx, Marcuse.2 Bartolo riceveva seduto alla scrivania, bonet sempre in testa, gli occhi azzurri pungenti dietro le lenti severe.7 Da lì passavano per uno scambio d’idee Norberto Bobbio, Alessandro Galante Garrone, Giulio Einaudi, Carlo Petrini.7

In casa non c’è il telefono. Quando un importatore americano lo cerca, lo chiama al ristorante Brezza, dove Bartolo va ogni sera a giocare a carte.20

Bartolo lo sapeva, di essere fuori moda. Con buone probabilità, si compiaceva di esserlo.

“Non faccio vini con nomi di fantasia. Non faccio cru, non faccio vino in barrique, i miei vini non hanno profumo di vaniglia e rovere del Limosino. Sono l’ultimo dei Mohicani.”12

II. La controversia

Sono gli anni della discesa in campo di Berlusconi. Sono gli anni in cui Bartolo è ormai impossibilitato da problemi fisici a tornare in vigna.2

Ha cominciato da qualche anno a dipingere a mano le etichette delle proprie bottiglie. Acquerelli, scritte, dediche, slogan. Una ogni sei bottiglie.2

Una recita: Il ne faut pas faire des barriques, mais des barricades.7 Attribuita a un Robespierre contadino di sua invenzione.

Un’altra è uno slogan, potrebbe essere un coro, una scritta sul muro.

NO BARRIQUE, NO BERLUSCONI.

Compare la prima volta sull’annata 1996. Comparirà fino al 2000,20 con qualche evoluzione. Nella ’98 compare in alto una foto di Berlusconi, coperta da una piccola persiana di carta.

“Quando ti stanchi di guardarlo, basta abbassare la persianina.”13

Maggio 2001. Campagna elettorale per le politiche. Berlusconi contro Rutelli.

Una mattina di maggio, all’enoteca Il Piacere del Gusto di Alba, una bottiglia con quell’etichetta è esposta in vetrina.

Arrivano due camion e sei carabinieri.13

Sequestrano la bottiglia. L’accusa: esposizione di propaganda politica in spazio non autorizzato.13 La bottiglia viene restituita giorni dopo, con l’ingiunzione di tenerla nascosta sul retro.

La risposta di Bartolo? Sull’etichetta viene sovrimposta una striscia bianca: “CENSURA”.

Bartolo, intervistato, ride ancora dell’incidente. Spiega semplicemente:

“No Barrique perché sono contrario all’uso delle barrique nel Barolo. No Berlusconi perché non mi piace il suo modo di fare politica.”13

L’episodio fa il giro del mondo del vino. Tedeschi, svizzeri, italiani arrivano a cercarne una.13 Negli anni diventa un oggetto da collezione. Nel 2021 una magnum del 1997 con etichetta originale viene battuta da Finarte a 2.160 euro — 2,7 volte la base d’asta.14

Bartolo ha la sua visione del mondo, in politica come in cantina. A Elio Altare — una delle figure più esposte dei Barolo Boys — aveva detto:

“Tu usi le barrique e devi continuare a usarle. Io non le userò mai. Ma alla fine chi compra sei bottiglie da te ne comprerà sei anche da me, e viceversa.”15

Non era in guerra con i modernisti.

III. L’eredità

“Quando è arrivato il momento di cambiare le botti di rovere, mi sono assicurato che ogni angolo della cantina fosse pieno, perché alla mia morte non ci fosse spazio per le barrique.”21 Aveva detto poco prima di morire.

In cantina, intanto da quando Bartolo è bloccato dalla malattia, è entrata sua figlia Maria Teresa. Lavora con Alessandro Bovio, l’assistente di cantina di Bartolo da decenni.16

Non cambia nulla. Stessi quattro vigneti. Stesso assemblaggio. Stesse botti grandi. Stesse convinzioni.16 Come il padre con il telefono, rifiuta internet: “Internet? Non voglio nemmeno saperne nulla.”9

La cantina non ha sito, non ha email.

Sul paesaggio che cambia, padre e figlia vedono la stessa cosa.

Bartolo: “I vigneti arrivano fino alle strade e giù fino a valle. Hanno tagliato boschi, abolito altre coltivazioni, abbandonato gli animali, costruito capannoni orrendi. Si è sconfitta la miseria, ma è stata sconfitta anche la terra.”7

Maria Teresa: “I nostri antenati guardavano le colline d’inverno, e dove la neve si scioglieva per prima, lì piantavano Nebbiolo. Oggi il Nebbiolo lo piantano dappertutto.”16

E sul vino che vuole fare, lei aggiunge:

“L’idea di un vino perfetto non esiste. Sto cercando di fare un vino onesto, che rifletta tutte le qualità del nostro territorio, sia i suoi pregi sia i suoi difetti.”16

Le mode cambiano. I gusti cambiano. I critici cambiano. Già nei Duemila i punteggi risalgono. Nel 2015 Wine Spectator — la stessa rivista che venticinque anni prima aveva dato 76 punti — inserisce il Barolo 2010 di Mascarello al 50° posto della Top 100 mondiale, con 97 punti.22

Poi, luglio 2020. Monica Larner, sulla Wine Advocate assegna al Barolo 2016 firmato Maria Teresa cento punti su cento.19

“Strutturalmente è perfetto. Se dovessimo creare un modello di Barolo a cui aspirare, sarebbe questo.”19

Lo stesso vino. Quattro vigne, botti grandi, niente barrique.

Fatto come lo faceva Bartolo. Fatto come lo faceva Giulio. Fatto come lo faceva Bartolomeo.

Premiato con il punteggio massimo dalla rivista che a un’intera generazione di vignaioli rimasti fermi aveva sbarrato la porta.

Che cosa aveva ed ha il Barolo dei Mascarello? Nulla di speciale, salvo che essere perfetto. E cosa aveva il suo produttore, cosa aveva il Bartolo? Nulla di speciale, salvo un’integrità di vita, una saggezza, una pienezza di vita che ci facevano affrettare il passo per suonare alla sua porta.23 - Giorgio Bocca

Fonti

  1. Wikipedia, Barolo Boys — it.wikipedia.org/wiki/Barolo_Boys
  2. Porthos, No Barrique, No Berlusconi (intervista a Bartolo Mascarello), 2002 — porthos.it/no-barrique-no-berlusconi
  3. The Rare Wine Co., Cantina Bartolo Mascarello — rarewineco.com/producer/cantina-bartolo-mascarello
  4. Il Manifesto, Marco Revelli, 2005-03-15 — ilmanifesto.it/archivio/2003066895
  5. DBG Italia, Cantina Bartolo Mascarello — dbgitalia.com/producer/cantina-bartolo-mascarello-barolo
  6. DBG Italia, Cantina Bartolo Mascarello (vigneti e storia familiare) — dbgitalia.com/producer/cantina-bartolo-mascarello-barolo
  7. Il Manifesto, Marco Revelli, 2005-03-15 — ilmanifesto.it/archivio/2003066895
  8. The Rare Wine Co., scheda tecnica — rarewineco.com/producer/cantina-bartolo-mascarello
  9. Wine-Searcher, 10 Things Every Wine Lover Should Know About Bartolo Mascarello, Kerin O’Keefe, 2013-05 — wine-searcher.com/m/2013/05/10-things-every-wine-lover-should-know-about-bartolo-mascarello
  10. Quill & Pad, Bartolo Mascarello: Not Just a Great Italian Winery, but One of the World’s Great Wineries, Ken Gargett, 2023-12 — quillandpad.com/2023/12/13/bartolo-mascarello
  11. Quill & Pad, Bartolo Mascarello: Not Just a Great Italian Winery, but One of the World’s Great Wineries, Ken Gargett, 2023-12 — quillandpad.com/2023/12/13/bartolo-mascarello
  12. The Rare Wine Co., citazione di Bartolo Mascarello a Stephen Tanzer — rarewineco.com/producer/cantina-bartolo-mascarello
  13. Decanter, Anti-Berlusconi label becomes collector’s item, Kerin O’Keefe, 2002 — decanter.com/wine-news/anti-berlusconi-label-becomes-collectors-item-106339
  14. Finarte, Vini e Distillati da Collezioni Private, Milano, 2021-03-25 — finarte.it/asta/vini-e-distillati-da-collezioni-private-milano-2021-03-25
  15. Journal of Wine Economics, vol. 10, n. 1, recensione di «The Barolo Boys: The Story of a Revolution», Alessandro Corsi, 2015 — wine-economics.org/jwe_reviews/the-barolo-boys-the-story-of-a-revolution
  16. The Rare Wine Co., Cantina Bartolo Mascarello (Maria Teresa Mascarello, citazioni ad Antonio Galloni; ruolo di Alessandro Bovio) — rarewineco.com/producer/cantina-bartolo-mascarello
  17. Pandolfini, Bartolo Mascarello: etichette d’artista, 2023-03 — blog.pandolfini.it/bartolo-mascarello-etichette-dartista
  18. Wine-Searcher, Bartolo Mascarello Barolo (storico punteggi e Top 100 2015 sul 2010) — wine-searcher.com/find/bartolo+mascarello+docg+barolo+piemonte+italy
  19. Wine Advocate, recensione Bartolo Mascarello Barolo 2016 (testo su whwc.com), Monica Larner, 2020-07 — whwc.com/mascarello-bartolo-barolo-2016
  20. Il Sole 24 Ore, Maria Teresa Mascarello: Italia senza gusto di barrique (intervista), 2017-11-05 — ilsole24ore.com/art/maria-teresa-mascarello-italia-senza-gusto-barrique-AEMKDH3C
  21. Decanter, Barolo patriarch Mascarello dies — decanter.com/wine-news/barolo-patriarch-mascarello-dies-98145
  22. Wine Spectator, Top 100 Lists 2015, 2015 — top100-list.winespectator.com/?year=2015
  23. Feltrinelli Editore, Giorgio Bocca: No barrique, no Berlusconi, così la sua etichetta fece scandalo, Giorgio Bocca, 2005-03-15 — feltrinellieditore.it/news/2005/03/15/giorgio-bocca-no-barrique--no-berlusconi--cosi-la-sua-etichetta-fece-scandalo-4597

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