Nebbiolo: Guida al vitigno

5 min di lettura

Le zone
  1. Guida rapida
  2. Un’uva sola?
  3. Le Langhe
  4. Il Roero
  5. I vulcani a Nord
  6. La porta delle Alpi
  7. Le Alpi: Valtellina
  8. Il viaggiatore

Guida rapida

ZONACARATTERE
BAROLOPotente, monumentale
BARBARESCOElegante, setoso
ROEROFragrante, sabbioso
GATTINARAVulcanico, austero
GHEMMESpeziato, sottile
BOCASelvatico, montano
CAREMA E DONNASVerticale, eroico
VALTELLINAAlpino, tagliente

Un’uva sola?

Nebbiolo, Nebieul, Spanna, Chiavennasca, Picotener, Picotendro, Prunent. Stessa uva, sette nomi: uno per ogni frontiera che ha attraversato.

Perché il Nebbiolo non si sposta facilmente. Matura a tardi, pretende esposizioni piene, suoli poveri, escursioni termiche. Ha messo radici solo dove il clima lo permette, in una striscia di Nord Italia che va dalle colline di Alba alle Alpi, e a ogni tappa ha cambiato nome e carattere.

Il viaggio segue il suolo. Marne calcaree nelle Langhe, sabbia sul Roero, porfidi vulcanici nell'Alto Piemonte, morene, poi granito e gneiss sui terrazzamenti alpini. Più si sale, più il vino si alleggerisce: perde massa, guadagna tensione.

Partiamo da dove il Nebbiolo è re.

Le Langhe

Il monumentale e l'elegante

1 di 5

Barolo ~200–500 m, 180+ MGA · Barbaresco ~200–400 m, 60+ MGA

ProduttoriNadia Curto · Scarzello · Cà del Baio

Produttori citatiNadia Curto · Scarzello · Cà del Baio

Colline a sud e a est di Alba, sulla destra del Tanaro, su marne calcaree di origine marina: il suolo che il Nebbiolo predilige, povero e compatto, capace di trattenere acqua nelle estati secche e di allungare la maturazione.

Qui il vitigno è in purezza e dà il massimo della struttura.

Barolo: 38 mesi minimi di affinamento, tannino imponente, naso di rosa, catrame e liquirizia, vent'anni di vita in bottiglia. Barbaresco: meno massa, trama fitta ma levigata. La critica li tratta come due facce della stessa grandezza. Sono due mondi con molteplici cru ciascuno. Li vedremo comune per comune.

Il Roero

Il fragrante e sabbioso

2 di 5

~200–400 m · 130+ MGA

ProduttoriPoderi Moretti · Malvirà · Matteo Coreggia

Produttori citatiPoderi Moretti · Malvirà · Matteo Coreggia

Basta passare il Tanaro e il suolo cambia. Sulla sponda sinistra le colline sono più giovani e ripide, incise dalle Rocche, fatte di sabbie plioceniche e depositi marini poco coesi che drenano molto e scaldano presto. Il Nebbiolo qui convive con l'Arneis, che occupa gran parte dei vigneti; il rosso ne richiede il 95% e 20 mesi di affinamento.

La differenza si sente subito. La sabbia allenta il tannino e anticipa la beva: il Nebbiolo più immediato, dice la critica, senza rinunciare alla longevità che le Riserve dimostrano. Vini fragranti, di violetta e lampone, tannino sottile e finale salino. Primo passo verso l'alto, prima perdita di peso.

I vulcani a Nord

Il vulcanico e lo speziato

3 di 5

Gattinara 250–550 m · Ghemme ~250–400 m · Boca ~400–500 m

ProduttoriAntonioli · Paride Iaretti · Cantalupo · Barbaglia

Produttori citatiAntonioli · Paride Iaretti · Cantalupo · Barbaglia

Ai piedi del Monte Rosa, il Nebbiolo si chiama Spanna e non è più solo: Vespolina e Uva Rara entrano nel taglio, fino al 10% a Gattinara, al 15% a Ghemme, al 30% a Boca. Tre denominazioni, due suoli.

Gattinara e Boca stanno sui porfidi rossi del Supervulcano della Valsesia: rocce acide, ricche di ferro, senza calcare. Ne esce il Nebbiolo più minerale e austero, acidità vibrante e tannino severo, che la critica ha riscoperto nell'ultimo decennio come alternativa al Barolo. Ghemme, sull'altra riva del Sesia, sta su morene e ciottoli del ghiacciaio: meno ferro, più spezia e frutto.

La porta delle Alpi

Il verticale ed eroico

4 di 5

~300–600 m

ProduttoriProduttori Nebbiolo di Carema · Caves de Donnas

Produttori citatiProduttori Nebbiolo di Carema · Caves de Donnas

Dove la Dora Baltea esce dalla Valle d'Aosta, il Nebbiolo cambia nome un'altra volta: Picotener a Carema, in Piemonte, Picotendro a Donnas, pochi chilometri più su. Due DOC di poche decine di ettari, tra le più piccole d'Italia, sullo stesso paesaggio: terrazze sostenute da pilastri di pietra, i pilun, che restituiscono di notte il calore del giorno, e pergole che tengono l'uva lontana dal gelo. Suoli morenici e detritici, ghiaia e sabbia acida, quasi nulla di organico. Minimo 85%, con uve locali a completare. La critica la chiama viticoltura eroica: vini esili all'apparenza, 12–13 gradi, tannini leggeri, acidità viva, con una longevità che sorprende. Prima montagna. La prossima è l'ultima.

Le Alpi: Valtellina

L'alpino e tagliente

5 di 5

~300–700 m · 5 sottozone

ProduttoriAr.Pe.Pe. · Balgera · Mamete Prevostini

Produttori citatiAr.Pe.Pe. · Balgera · Mamete Prevostini

Provincia di Sondrio: l'unica valle alpina che corre da est a ovest, e per questo l'unica con un intero versante esposto pieno sud. Qui il Nebbiolo si chiama Chiavennasca e cresce su 2.500 chilometri di muretti a secco, in terrazze scavate nella roccia, su suoli sabbiosi e acidi da disfacimento di gneiss e granito.

Chiavennasca minimo 90%, 24 mesi di affinamento per il Valtellina Superiore; lo Sforzato nasce da uve appassite ed è l'unico passito secco da Nebbiolo.

La critica lo definisce il Nebbiolo delle Alpi: il più chiaro, teso e verticale della famiglia, con la freschezza che la quota garantisce anche nelle annate calde.

Il viaggiatore

Il Nebbiolo non ama viaggiare. Fuori dal Piemonte e dalle Alpi lombarde gli impianti nel mondo si contano in poche centinaia di ettari: matura tardi, teme il caldo, perde profumo nei suoli fertili. Chi lo pianta lontano da casa cerca quasi sempre la stessa cosa — la quota.

In Sardegna, nel Mandrolisai, l’azienda agricola Giacu gli ha dedicato quaranta filari su graniti a 500 metri: vendemmia a fine ottobre, poche bottiglie, un Nebbiolo insulare che guarda alla Valtellina.

In California, Thomas Fogarty lo coltiva a 650 metri sulle Santa Cruz Mountains, sopra la linea della nebbia. E tra i più noti fuori dall'Italia c'è quello messicano della Baja California.

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